RICERCA

Dal Porto di genova alle Americhe. Appunti per la costruzione di una banca dati dei viaggi delle navi partite da Genova tra XIX e XX secolo

1. I giornali nautici

L’Archivio di Stato di Genova (ASG) conserva 12.038 giornali nautici appartenuti a navi immatricolate nel porto di Genova nel periodo 1883-1956 (un’altra parte di questo fondo archivistico è depositata nell’archivio della Direzione Marittima della Liguria). Si tratta di quattro diverse tipologie di registri che le navi immatricolate nel compartimento marittimo di Genova erano tenute a compilare durante la navigazione. Il giornale di navigazione compilato dal comandante e/o dall’ufficiale incaricato, contiene le annotazioni e i dati sulla rotta, sulle condizioni meteorologiche e su tutti gli aspetti tecnici della navigazione. Il giornale di boccaporto riporta la registrazione dettagliata circa la natura, la consistenza e il movimento delle merci di bordo. Nel giornale di macchina l’ufficiale incaricato doveva riportare le osservazioni sullo stato di conservazione, mantenimento e conduzione delle motrici e delle caldaie di bordo. Sul giornale generale e di contabilità il capitano, in conformità al R.D. n. 3612 del 17 dicembre 1885, era tenuto ad annotare gli avvenimenti importanti della navigazione, e in particolare le decisioni prese durante il viaggio, le condizioni meteorologiche, le nascite e le morti avvenute a bordo in conformità agli atti prescritti dal codice civile, i testamenti ricevuti sul mare e gli effetti e valori lasciati dalle persone decedute, i reati marittimi e comuni e i mancamenti commessi dalle persone dell’equipaggio e dai passeggeri, le punizioni inflitte dal capitano in virtù del potere disciplinare, le azioni meritorie compiute dall’equipaggio e dai passeggeri, infine le malattie accertate e gli incidenti avvenuti a bordo, sia alle persone dell’equipaggio sia ai passeggeri. Tutta una serie di informazioni molto preziose che aiutano a ricostruire le vicende delle singole navi ma anche e soprattutto dei moltissimi passeggeri-migranti diretti verso i porti americani. Un inedito ingente patrimonio documentario che si presta a studi scientifici di ambiti disciplinari diversi (storia sociale e culturale, ma anche storia economica e della navigazione) ovvero ad usi espositivi museali e didattici.
            Da un inventario ancora parziale (di 12.038 giornali 2400 devono essere ancora inventariati) si è potuto accertare che i giornali generali sono 1303. Fra questi il più antico è quello compilato dal capitano del brigantino San Battistino a partire dal 22 giugno 1886, mentre il più recente quello della motonave Australia (1955). Questo dato, riferito ai giornali di tutte le imbarcazioni, comprende anche navi non adibite al trasporto passeggeri ovvero navi utilizzate abitualmente su rotte estranee agli scopi della ricerca. I giornali generali sono dunque una minoranza rispetto alle altre tipologie di registri e costituiscono una serie molto lacunosa. Di diverse navi, soprattutto quelle del primo periodo (dalla fine dell’Ottocento alla prima guerra mondiale), sono conservati solo pochi giornali generali (di alcune come il Nord America, il Colombo, il Regina d’Italia addirittura un solo registro), mentre per le navi e i transatlantici del periodo successivo, di grande rilevanza per la storia marittima, la documentazione risulta molto meno lacunosa (11 registri dell’Augustus, 7 del Conte Biancamano, 9 del Giulio Cesare, 7 del Duilio e 5 del celebre Rex, solo per fare qualche esempio). Si tratta quindi di documenti che coprono un arco temporale che coincide con la storia del trasporto marittimo italiano e con i più importanti movimenti migratori, dai piccoli e poco noti piroscafi delle origini ai grandi transatlantici che fra le due guerre collegarono Genova ai porti americani. Centinaia di carte inedite che restituiscono altrettante formidabili e suggestive storie di navi, di passeggeri e di viaggi per mare.

 

2. La banca dati dei viaggi

            L’ASG ha finanziato e sta portando a termine un progetto di catalogazione di tutti i giornali nautici. Si tratta di un inventario informatico (excel, office per windows) all’interno del quale sono riportate le informazioni essenziali relative a ciascun giornale: il nome e il tipo di nave a cui si riferisce (veliero, brigantino, piroscafo, motonave), la tipologia del documento (giornale generale, di navigazione, di boccaporto o di macchina), gli estremi cronologici di compilazione. Mancano informazioni sulle caratteristiche tecniche della nave (numero di matricola, stazza, armatore ecc.), sulle rotte e soprattutto sui porti di destinazione. Tenuto presente che non tutte le navi facevano rotta verso i porti americani e che fra quelle che lo facevano diverse cambiavano spesso rotta e destinazione, si è reso necessario un lavoro preliminare di spoglio e analisi dei documenti (in buona misura già svolto, almeno per il periodo dal 1880 al 1915) per individuare il numero effettivo di navi dirette oltreoceano. Questo ha permesso di determinare i registri che contengono il racconto dei viaggi (di andata e ritorno) e di definire quindi il corpus documentario su cui costruire la banca dati.
Costruire una banca dati online sui giornali nautici significa ordinare una mole di documenti apparentemente seriali, utilizzando come base di partenza l’inventario informatico dell’ASG, predisponendo un piano di lavoro che preveda anche momenti di ulteriore sviluppo. Una prima fase, vincolata alle risorse umane e finanziarie, potrebbe essere appunto quella di inserire in una banca dati tutti i giornali generali di un certo numero di navi, non precludendo la possibilità di inserire in una seconda fase le altre tipologie di registri ovvero le navi rimaste inizialmente escluse.
Un modello di archiviazione di tutte le informazioni contenute nei giornali potrebbe essere quello già utilizzato da diverse università e centri di ricerca stranieri (Columbia University, Massachussetts Institute of tecnology, University of Cambridge) e dalle più importanti università italiane (Roma, Milano, Pisa, Parma. Il Dipartimento di storia moderna e contemporanea dell’università di Genova ha recentemente adottato questo sistema di archiviazione nei suoi laboratori tra cui l’ALSP -Archivio ligure delle scrittura popolare). Si tratta di un softwere open source denominato DSPACE (tecnicamente un institutional repository) in grado di raccogliere, conservare e gestire documenti in formato digitale di vario tipo (video, immagini, testo). Al di là degli aspetti tecnici e dei diversi modelli di archiviazione adottabili (su questi aspetti potrebbero essere coinvolti gli esperti che hanno lavorato all’elaborazione della Consolle informatica Dal porto al mondo), la banca dati dovrebbe contenere al proprio interno le seguenti  informazioni.
Un ipotetico visitatore disporrebbe per ogni singola nave di tutti i dati tecnici (numero di matricola, stazza, armatore, anno di fabbricazione e disarmo) ed eventualmente di una foto o di un filmato (penso ai filmati delle navi degli anni trenta conservati all’archivio Ansaldo). Il visitatore potrebbe scegliere il viaggio, chiaramente tra quelli disponibili, la rotta e il porto di destinazione, ed intraprendere un viaggio virtuale attraverso il racconto scritto del comandante. Potrebbe quindi sfogliare le pagine dei giornali, riprodotte integralmente in formato digitale, ma anche leggere direttamente la trascrizione del testo. La possibilità di avere accesso full-text ai documenti digitali permetterebbe molteplici possibilità di ricerca. Di un singolo viaggio si potrebbero facilmente recuperare i nominativi dell’equipaggio e dei passeggeri citati dal comandate nel suo giornale, trovare agevolmente i nomi delle persone nate, ferite o peggio morte a bordo durante il viaggio (avvenimenti fra l’altro molto frequenti), conoscere tutti gli eventi straordinari verificatisi a bordo.
La banca dati potrebbe poi avere relazioni con quelle prodotte da altri centri di ricerca (Ellis Island, Fondazione Agnelli, Memorial do Imigrante di San Paolo), e attraverso l’incrocio dei dati sarebbe possibile recuperare l’elenco dei passeggeri a bordo di una determinata nave. Penso ad esempio al piroscafo Nord America, di cui l’ASG conserva un giornale generale, giunto dopo un viaggio non privo di difficoltà, nel porto newyorkese il 6 dicembre 1908. Attraverso la banca dati di Ellis Island si potrebbe facilmente avere l’elenco dei passeggeri scesi dal Nord America che andrebbe così ad incrementare le informazione contenute nei giornali di bordo.
L’utilizzo sistematico di tutta questa mole di documentazione e la sua divulgazione online, se pur attraverso un accesso modulato, potrebbe portare ad un costante incremento di informazioni. Non è infatti escluso che si possa attraverso altra documentazione aggiungere informazioni alla banca dati. Si potrebbero ritrovare gli scritti di qualcuno dei passeggeri, magari anche il diario di viaggio conservato in qualche archivio privato o nei centri italiani che conservano questa documentazione (l’ALSP di Genova, l’archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, l’ASP di Trento, ma anche molti centri di ricerca e musei sull’emigrazione sparsi sul territorio nazionale), di un emigrante imbarcato su di una nave partita da Genova. La banca dati si prefigurerebbe quindi come una sorta di collezione di documenti digitali “aperta”, un serbatoio in costante aggiornamento, raggiungibile da ogni parte del mondo.
Realizzare questo progetto, in definitiva, significherebbe consegnare al CISEI, e alla città di Genova come porto di imbarco di emigranti, un patrimonio documentario certamente unico nel suo genere, di estremo valore e di notevole rilevanza non solo nazionale.     

Genova, febbraio 2007
Carlo Stiaccini